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Hemis, il grande gompa nascosto del Ladakh e la sua festa in maschera

La strada che risale la valle dell'Indo da Leh verso sud-est attraversa uno dei paesaggi monastici più densi dell'Asia, eppure il monastero più importante di tutti non si vede mai dalla carrozzabile. Hemis, il gompa più grande e più ricco del Ladakh, si nasconde a circa quarantacinque chilometri dalla capitale, in una gola laterale a sud del fiume, ben oltre i tremila metri di quota. Bisogna lasciare la strada principale, superare il villaggio, salire tra pioppi, chörten e lunghi muri di pietre incise, e solo all'ultima curva il grande cortile si apre davanti agli occhi, incorniciato da gallerie di legno dipinto e bandiere di preghiera.

Il gompa più grande del Ladakh

Hemis è la sede regionale principale della scuola Drukpa Kagyu, la stessa tradizione del buddhismo tibetano che domina il Bhutan, e da secoli esercita autorità su una rete di monasteri e templi minori sparsi per tutto il Ladakh. La sua fama di monastero più ricco della regione non è leggenda: secoli di donazioni reali, proprietà terriere e offerte dei pellegrini hanno riempito le sue cappelle di statue dorate, thangka preziosi e strumenti rituali. A differenza di gran parte del Tibet centrale, dove prevalse la scuola Gelug, i re del Ladakh scelsero di sostenere il lignaggio Drukpa, e Hemis divenne la nave ammiraglia di questa tradizione nell'Himalaya occidentale. Ancora oggi il monastero ospita una comunità monastica numerosa e vivace, che alterna i rituali quotidiani nelle sale di assemblea allo studio e ai lunghi ritiri di meditazione negli eremi sopra la gola. Chi arriva aspettandosi una rovina pittoresca trova invece un'istituzione pienamente viva, dove il turismo convive con una disciplina religiosa rimasta sostanzialmente intatta.

Una valle scelta per nascondersi

La posizione appartata di Hemis non è un capriccio del paesaggio ma una scelta deliberata. Il Ladakh si trovava sulle rotte carovaniere fra Asia centrale, Tibet e Kashmir, e le sue ricchezze attirarono più volte eserciti stranieri. Mentre monasteri come Thiksey e Lamayuru svettano ben visibili su speroni rocciosi, Hemis fu costruito in modo da restare invisibile dalla valle principale, ripiegato in una piega della montagna che ne proteggeva i tesori. Questa discrezione strategica aiutò il monastero ad attraversare indenne secoli turbolenti, conservando collezioni che in luoghi più esposti andarono perdute o saccheggiate. Oggi quella stessa segretezza è diventata parte del fascino del luogo. Dopo chilometri di altopiano brullo e spazzato dal vento, l'apparizione improvvisa delle facciate bianche, dei cortili e delle bandiere colorate produce un effetto quasi teatrale, come se la montagna si aprisse per rivelare una piccola città verticale costruita per la liturgia e, insieme, per la protezione.

Dalle grotte degli eremiti alla fondazione reale

La tradizione locale sostiene che il sito fosse sacro molto prima degli edifici attuali. Il lignaggio Drukpa collega la zona al grande mahasiddha indiano Naropa, figura chiave nella trasmissione del buddhismo tantrico dall'India al Tibet, e in tempi moderni Hemis ha ospitato grandi celebrazioni in onore di questo legame. Più in alto nella gola si trova l'eremo di Gotsang, associato allo yogi medievale Gyalwa Gotsangpa, la cui grotta di meditazione attira ancora i pellegrini disposti ad affrontare la ripida salita. Su questo terreno già ricco di grotte di ritiro e tradizioni eremitiche, il monastero prese la sua forma istituzionale nel diciassettesimo secolo, sotto Sengge Namgyal, il più potente sovrano della dinastia Namgyal del Ladakh. Il re invitò nel suo regno il maestro Drukpa Taktsang Repa, e dall'alleanza fra trono e lignaggio nacque Hemis come monastero reale. Il patrocinio della corona portò terre, villaggi e offerte, e legò per generazioni la casa regnante ladakha alla scuola Drukpa Kagyu.

Cortili, cappelle e statue dorate

L'architettura di Hemis ruota attorno al grande cortile rettangolare, cuore cerimoniale del complesso, dominato da un alto palo di preghiera e circondato da logge sovrapposte. Sul lato occidentale si affacciano le principali sale di assemblea, dove i monaci si riuniscono per i rituali quotidiani. I portici sono decorati con pitture murali di figure protettrici e della Ruota della Vita, realizzate nella vivida tavolozza minerale tipica dell'arte templare ladakha, mentre gli interni in penombra custodiscono panche basse, drappi di seta e immagini scurite dal fumo delle lampade a burro. Fra i tesori più imponenti spicca una grande statua dorata di Guru Padmasambhava, il maestro tantrico a cui la tradizione attribuisce la diffusione del buddhismo nel mondo himalayano e che rimane la figura centrale di devozione del monastero. Cappelle e depositi conservano thangka, chörten d'argento e manoscritti, e vale la pena visitare anche il museo, con rotoli dipinti, statue dorate, strumenti rituali e altri oggetti storici accumulati nel corso dei secoli.

Lo Tsechu di Hemis: due giorni di danze in maschera

L'evento che ha portato il nome del monastero in tutto il mondo è il festival di Hemis, lo Tsechu, celebrato il decimo giorno del quinto mese del calendario lunare tibetano, che cade di solito in giugno o luglio. La festa onora la nascita di Guru Padmasambhava e per due giorni trasforma il grande cortile in un teatro sacro. I monaci eseguono i cham, le danze rituali in maschera del buddhismo tibetano, indossando vesti di broccato e grandi maschere dipinte di divinità protettrici, figure scheletriche e maghi dal cappello nero. Le lunghe trombe di rame, i tamburi e i cembali dettano un ritmo lento e ipnotico ai danzatori che ruotano in cerchi codificati, mettendo in scena la vittoria del dharma sulle forze demoniache. A differenza di molte feste monastiche ladakhe programmate nel cuore dell'inverno, lo Tsechu di Hemis cade nel pieno della stagione dei viaggi, ed è diventato così il festival più frequentato del Ladakh, dove le famiglie locali in abito tradizionale siedono accanto a pellegrini e fotografi arrivati da ogni parte del mondo.

Il thangka gigante dell'anno della Scimmia

Una volta ogni dodici anni, nell'anno della Scimmia del calendario tibetano, la festa raggiunge un'intensità eccezionale. È allora che Hemis svela il suo bene più celebre, un gigantesco thangka ricamato con l'immagine di Guru Padmasambhava, ornato di perle e pietre semipreziose, tanto grande da essere dispiegato lungo la facciata a più piani che sovrasta il cortile. Negli anni intermedi l'immagine sacra riposa custodita all'interno del monastero, e proprio questa attesa rende il momento della rivelazione così prezioso. Per i ladakhi contemplare il grande thangka è una benedizione che vale un decennio di attesa, e le edizioni dell'anno della Scimmia richiamano folle molto superiori al consueto. La tradizione racconta anche il modo in cui i monasteri himalayani trattano i propri tesori: gli oggetti più preziosi non sono pezzi da museo in esposizione permanente, ma presenze vive, rivelate secondo un calendario rituale che lega una generazione di pellegrini alla successiva.

Il museo e la leggenda di Issa

Alla biblioteca di testi tibetani di Hemis è legato uno degli episodi più strani della sua storia. Negli anni Novanta dell'Ottocento il giornalista russo Nicolas Notovitch pubblicò un libro in cui affermava che a Hemis gli era stato mostrato un manoscritto sulla vita di Issa, identificato con Gesù, che avrebbe viaggiato in India in gioventù. L'affermazione fece scalpore in tutto il mondo, ma studiosi come l'orientalista Max Müller la smontarono punto per punto, e il monastero non ha mai esibito un simile manoscritto. Oggi la vicenda è generalmente considerata una fabbricazione, eppure rifiuta di morire e riaffiora con regolarità nella letteratura esoterica. In fondo la leggenda è un omaggio involontario: già allora Hemis era abbastanza famoso, abbastanza remoto e abbastanza ricco di libri da rendere plausibile un mistero inventato.

Sulla mappa

Hemis merita una visita senza fretta, e si trova a breve distanza da altri grandi monasteri dell'alta valle dell'Indo, fra cui Thiksey e Stakna. Per vedere dove esattamente il gompa si nasconde nella sua valle laterale, pianificare un itinerario da Leh o costruire un giro completo del Ladakh, aprite la mappa interattiva e cercate Hemis. Da lì potrete esplorare anche i monasteri vicini e trasformare una singola visita in un viaggio attraverso il più ricco paesaggio monastico dell'Himalaya indiano.