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L'abbazia di San Gallo: viaggio nella biblioteca barocca patrimonio dell'UNESCO

Prima di entrare nella sala della biblioteca abbaziale di San Gallo bisogna infilare le pantofole di feltro. Poi la porta si apre su uno degli ambienti più belli della Svizzera: una sala rococò tutta curve, con gallerie di legno lucido, stucchi, affreschi sul soffitto e armadi in cui riposano manoscritti copiati dai monaci più di mille anni fa. Sopra l'ingresso, un'iscrizione greca dà il benvenuto: Psyches Iatreion, la farmacia dell'anima. L'abbazia di San Gallo, nella Svizzera orientale, non è soltanto uno splendido complesso barocco; è uno dei luoghi in cui la cultura scritta dell'Europa medievale è stata prodotta, custodita e tramandata senza interruzioni. Nel 1983 l'UNESCO ha iscritto l'intero distretto abbaziale nella lista del patrimonio mondiale. Questo approfondimento racconta come si è guadagnato quel titolo.

Un monaco irlandese e un orso sulla Steinach

All'origine non c'è un'abbazia, ma una cella nel bosco. Intorno all'anno 612 il monaco irlandese Gallo, compagno del grande missionario Colombano, si ammalò mentre il maestro proseguiva il viaggio verso l'Italia e rimase nella valle selvaggia del fiume Steinach, dove oggi sorge la città di San Gallo. Vi costruì un eremo e vi visse fino alla morte. La leggenda più amata della sua vita racconta di un orso che una notte si avvicinò al suo fuoco: Gallo gli ordinò di portare legna, lo ricompensò con un pane e lo congedò per sempre. L'orso con il ceppo di legno compare ancora nello stemma della città e in tutta l'iconografia dell'abbazia, a ricordare che questa istituzione di fama mondiale nacque dal ritiro di un solo uomo nella solitudine. Gallo non fondò mai un monastero, ma la sua tomba divenne meta di venerazione e la memoria del santo attraversò intatta il secolo successivo.

Otmar e la nascita dell'abbazia benedettina

La fondazione vera e propria avvenne intorno al 719, quando il sacerdote alemanno Otmaro stabilì una comunità monastica sul luogo dell'eremo e ne divenne il primo abate. Nel corso dell'ottavo secolo la comunità adottò la regola di san Benedetto, entrando in quel ritmo benedettino di preghiera, lavoro e lettura che avrebbe scandito la vita della casa per oltre un millennio. Sotto la protezione dei Carolingi l'abbazia crebbe rapidamente in beni, terre e influenza; la sua posizione tra il lago di Costanza e i passi alpini ne fece un centro spirituale di riferimento per l'intera regione. Otmaro stesso morì in esilio dopo contrasti con i potenti vicini, ma fu presto venerato come santo. Da allora Gallo e Otmaro formano la doppia figura delle origini, e i due fondatori si incontrano a ogni passo nel distretto abbaziale.

Lo scriptorium e la scuola: l'età d'oro carolingia

Tra il nono e l'undicesimo secolo San Gallo fu uno dei principali centri di cultura a nord delle Alpi. Lo scriptorium produceva manoscritti di qualità straordinaria e la scuola monastica attirava allievi e studiosi da lontano. I nomi dei suoi monaci dotti risuonano ancora: Notkero il Balbuziente, poeta e musicista le cui sequenze segnarono la storia del canto liturgico; Tuotilo, cui la tradizione attribuisce opere di pittore, scultore e musicista; e i cronisti della famiglia degli Ekkehard, la cui cronaca domestica, i Casus sancti Galli, dipinge un quadro insolitamente vivace della vita quotidiana, delle ambizioni e degli scandali di una grande abbazia medievale. Da questa attività nacque una biblioteca che è tra le più antiche del mondo ancora conservate nella loro sede originaria. Custodisce più di 2000 manoscritti, molte centinaia dei quali scritti prima dell'anno mille, oltre a testimonianze della più antica lingua tedesca come l'Abrogans, un glossario considerato il più antico libro conservato in tedesco. I manoscritti irlandesi presenti nelle collezioni ricordano ancora la patria del fondatore e le reti che collegavano il monachesimo insulare al continente.

Il piano di San Gallo: una città ideale su pergamena

Fra tutti i tesori della biblioteca, un documento occupa un posto a parte. Il piano di San Gallo, disegnato agli inizi del nono secolo nel monastero insulare di Reichenau e inviato all'abate Gozberto di San Gallo, è l'unico grande disegno di architettura giunto fino a noi dai molti secoli che separano l'antichità dal pieno Medioevo. Con sottili linee rosse e brune raffigura un monastero benedettino ideale: chiesa, chiostro, scriptorium, infermeria, foresterie, officine, birrerie, orti con le aiuole accuratamente etichettate, perfino i recinti per gli animali. Il piano non fu mai realizzato in quella forma; era un modello, un manifesto su come ordinare una perfetta città monastica. Per la storia dell'architettura e della vita religiosa è un documento senza uguali, una finestra sul modo in cui le menti carolinge concepivano l'intreccio di preghiera, lavoro, ospitalità e cura dei malati. Che questo fragile foglio di pergamena abbia attraversato dodici secoli di incendi, guerre e rivolgimenti proprio nella biblioteca a cui era indirizzato è uno dei miracoli silenziosi del patrimonio europeo.

Principi abati, Riforma e un muro in mezzo alla città

La storia successiva dell'abbazia è anche una storia di potere. Gli abati di San Gallo divennero principi del Sacro Romano Impero e governarono un vasto territorio nell'attuale Svizzera orientale. La città cresciuta attorno al monastero, arricchita dal commercio del lino, sopportava sempre meno questa tutela. Nel sedicesimo secolo il conflitto assunse un carattere confessionale: sotto la guida dell'umanista e riformatore Vadiano, la città di San Gallo aderì alla Riforma, mentre l'abbazia rimase saldamente cattolica. Ne nacque uno dei paesaggi urbani più singolari d'Europa: un principato monastico cattolico, chiuso dietro il proprio muro, nel cuore di una città protestante. Questa convivenza tesa durò secoli e spiega ancora oggi il carattere particolare del distretto abbaziale, un insieme compatto di chiesa, biblioteca, cortili ed edifici amministrativi nettamente separato dalle vie circostanti.

La ricostruzione barocca e la farmacia dell'anima

Ciò che il visitatore vede oggi è in gran parte il frutto di un'ambiziosa ricostruzione settecentesca, quando i principi abati sostituirono il complesso medievale con un monumentale insieme barocco. L'architetto Peter Thumb, maestro della scuola del Vorarlberg, progettò la nuova chiesa abbaziale con la sua maestosa facciata a due torri e, soprattutto, la sala della biblioteca, completata negli anni Sessanta del Settecento. Quella sala è il gioiello dell'abbazia: uno spazio rococò a due livelli in cui le gallerie di legno assecondano le curve della pianta, gli affreschi di Josef Wannenmacher raffigurano i grandi concili della Chiesa antica e la luce scivola sui pavimenti intarsiati verso armadi il cui patrimonio supera ormai largamente i centomila volumi a stampa, accanto ai manoscritti medievali. Tra le presenze più sorprendenti della sala c'è una mummia egizia, esposta con i suoi sarcofagi fin dall'Ottocento. Nel 1805, nelle turbolenze dell'età napoleonica, l'abbazia fu soppressa dopo quasi undici secoli di vita monastica ininterrotta. La chiesa divenne in seguito la cattedrale della diocesi di San Gallo, istituita nell'Ottocento, e la biblioteca sopravvisse come istituzione pubblica: per questo le sue collezioni si possono ancora studiare e ammirare nella loro cornice storica.

Il distretto abbaziale, patrimonio dell'umanità

Dal 1983 l'intero distretto abbaziale, con la cattedrale, la biblioteca e gli edifici storici circostanti, è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. La motivazione lo celebra come esempio eminente di grande monastero carolingio, la cui importanza per la trasmissione del sapere è documentata senza interruzioni dall'ottavo secolo in poi. Oggi il distretto ospita la parrocchia della cattedrale, uffici del cantone di San Gallo, archivi e la Stiftsbibliothek stessa, che espone a rotazione i suoi fragili manoscritti nella sala barocca. Pochi luoghi in Europa permettono di stare così immersi nella continuità della cultura scritta: la stessa istituzione che copiava grammatiche latine per gli scolari carolingi oggi digitalizza i suoi codici per lettori di tutto il mondo.

Sulla mappa

L'abbazia di San Gallo merita una visita senza fretta, ma rivela tutto il suo senso nel paesaggio monastico del lago di Costanza e delle Alpi, da Reichenau, dove fu disegnato il celebre piano, fino a Einsiedeln e oltre. Sulla nostra mappa interattiva puoi individuare il distretto abbaziale di San Gallo, scoprire le fondazioni vicine che condivisero i suoi copisti e i suoi santi e costruire il tuo itinerario attraverso una delle regioni monastiche più ricche d'Europa. Apri la mappa, cerca l'orso di san Gallo e comincia a esplorare.