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L'abbazia di Weltenburg: birra, barocco e la gola del Danubio

A Weltenburg conviene arrivare dall'acqua. I battelli partono dalla cittadina bavarese di Kelheim e risalgono la corrente verso la stretta di Weltenburg, dove il Danubio, altrove così largo, si infila all'improvviso tra pareti di calcare chiaro che scendono a picco nel fiume. Dopo qualche ansa le rupi si aprono, il corso si allarga, e su una bassa lingua di ghiaia, dentro la curva del fiume, compare una lunga abbazia bianca. È Weltenburg, considerata il monastero più antico della Baviera e sede di una delle più antiche birrerie monastiche del mondo. Poche case religiose sanno tenere insieme paesaggio, arte e piaceri quotidiani con tanta naturalezza.

Il monastero più antico della Baviera

La vita monastica a Weltenburg risale agli inizi del settimo secolo. La tradizione racconta che intorno all'anno 617 alcuni monaci itineranti, formati nella scia di san Colombano e della missione irlandese sul continente, si stabilirono su questa ansa del Danubio, in un luogo frequentato dall'uomo fin dalla preistoria. La scelta era accorta: il fiume era la grande via di comunicazione della regione, e le alture circostanti ospitavano da tempo fortificazioni e santuari. Nelle generazioni successive la comunità adottò la regola di san Benedetto, e l'avamposto missionario divenne un monastero benedettino scandito dall'alternanza di preghiera e lavoro.

Questa antichità non è una curiosità da eruditi. Colloca Weltenburg all'origine stessa del monachesimo organizzato in Baviera, molto prima delle grandi fondazioni carolinge e delle celebri abbazie del pieno Medioevo. Le fonti scritte dei primi tempi sono scarse, e gli storici discutono i dettagli della leggenda di fondazione. Sul punto essenziale, però, c'è ampio accordo: è qui, in questa curva del fiume, che comincia la storia monastica bavarese.

Una birreria documentata dal 1050

Weltenburg deve buona parte della sua fama attuale a ciò che accade nelle sue cantine. La birreria dell'abbazia è documentata dall'anno 1050, il che le consente di contarsi tra le più antiche birrerie monastiche della terra e, secondo la casa, di rivendicare il titolo di più antica ancora attiva entro le mura di un monastero. Per i monaci medievali produrre birra non era un passatempo. La birra era una bevanda sicura quando l'acqua non lo era, nutriva nei periodi di digiuno e si poteva offrire ai pellegrini e ai viandanti che bussavano alla porta. Un monastero affacciato su una grande via d'acqua aveva ogni ragione per produrre birra buona e con regolarità.

Ciò che distingue Weltenburg è la continuità. Guerre, incendi, piene del fiume e gli sconvolgimenti dell'Ottocento interruppero più volte la vita monastica, ma la produzione di birra tornò sempre nello stesso luogo. Ancora oggi la Klosterbrauerei lavora a ridosso della chiesa e del chiostro, e il legame tra la comunità e la birra che ne porta il nome è tutt'altro che decorativo. I proventi della birreria e dell'osteria annessa aiutano a mantenere gli edifici storici e a sostenere la vita dei monaci.

La Barock Dunkel, una scura di fama mondiale

Il fiore all'occhiello della casa è una lager scura, la Weltenburger Kloster Barock Dunkel, color castagna, morbida e maltata, nel solco della tradizione delle scure bavaresi. Nei concorsi birrari internazionali ha conquistato più volte i massimi riconoscimenti, con grande gioia dei mastri birrai e il sorriso divertito dei monaci. Berla nel cortile dell'abbazia, mentre la sera accende le pareti della gola, è una delle esperienze bavaresi per eccellenza, capace di attirare visitatori che altrimenti non metterebbero mai piede in un monastero.

Il nome Barock è azzeccato, perché la birra e l'architettura nascono dalla stessa sensibilità: ricca, scura, generosa, rivolta ai sensi più che all'austerità. La birreria produce anche lager chiare, birre di frumento e robuste birre stagionali, servite nel cortile interno insieme a una sostanziosa cucina bavarese. Per molti gitanti il programma non cambia mai: battello, chiesa, birra, battello.

San Giorgio e il teatro dei fratelli Asam

Se la birreria nutre il corpo, la chiesa abbaziale abbaglia l'occhio. A partire dal 1716 il monastero affidò ai fratelli Cosmas Damian Asam ed Egid Quirin Asam, i più teatrali artisti del tardo barocco bavarese, la costruzione di una nuova chiesa dedicata a san Giorgio. L'uno soprattutto pittore, l'altro soprattutto scultore, crearono un edificio di piccole dimensioni ma di straordinaria intensità. La navata è un ovale, in penombra e dai colori profondi, e l'intera composizione risucchia lo sguardo verso l'altare maggiore.

Lì, incorniciato come su un palcoscenico, san Giorgio irrompe a cavallo da una gloria dorata, lancia in resta, e abbatte il drago mentre la principessa arretra spaventata. Finestre nascoste riversano la luce del giorno sulla statua argentea da dietro, così che il santo sembra entrare da un mondo più luminoso nella chiesa in ombra. In alto, l'affresco della volta spalanca il soffitto verso il cielo. È teatro sacro nel senso letterale, una regia che ancora oggi ferma di colpo chi la scopre per la prima volta. Gli storici dell'arte annoverano Weltenburg tra i capolavori dei fratelli Asam, alla pari della loro celebre chiesa di Monaco.

La stretta di Weltenburg, monumento naturale

L'abbazia è inseparabile dal suo sito. La stretta di Weltenburg, in tedesco Weltenburger Enge o Donaudurchbruch, è il tratto in cui il fiume ha tagliato una barriera di calcare giurassico, lasciando rupi, torrioni di pietra e versanti boscosi addossati alla corrente. Il luogo è protetto come riserva naturale da generazioni ed è stato più di recente dichiarato monumento naturale nazionale, un riconoscimento riservato ai paesaggi di valore eccezionale. Piante rare si aggrappano alle pareti arse dal sole, e il bosco che le sovrasta nasconde sentieri con vedute vertiginose sulle anse del fiume.

Lo stesso fiume che fa la grandezza del luogo lo minaccia. Weltenburg giace in basso, all'interno dell'ansa, e nel corso dei secoli piene rovinose hanno invaso più volte il cortile e la chiesa. Dopo le alluvioni devastanti degli ultimi decenni, il monastero è stato dotato di opere di difesa discrete, inserite con grande cautela in un paesaggio così delicato. I monaci vivono con il Danubio come i loro predecessori: grati al fiume, e guardinghi.

Soppressione e rinascita

Weltenburg è morta e risorta più di una volta. La comunità attraversò le tempeste del Medioevo e si risollevò dai periodi di declino, finché la secolarizzazione del 1803 spazzò via quasi tutti gli antichi monasteri della Baviera e soppresse anche Weltenburg. Gli edifici sopravvissero, ma la vita monastica si spense. Fu il re Ludovico I di Baviera, grande restauratore di monasteri, a riportare i benedettini a Weltenburg nel 1842. Nel 1913 la casa riottenne il rango di abbazia, e da allora la comunità non si è più interrotta.

Oggi i monaci appartengono alla congregazione benedettina bavarese. Non sono numerosi, ma mantengono l'intero ufficio corale, gestiscono una foresteria per ritiri e corsi, curano la parrocchia e la cappella di pellegrinaggio sul colle del Frauenberg, sopra l'abbazia, e vigilano sulle attività che tengono in vita il sito. Chi arriva solo per la birra e il barocco scopre a volte, nel silenzio di una funzione feriale, che la cosa più antica di Weltenburg non è la birreria né la chiesa, ma la comunità che prega.

Organizzare la visita

Weltenburg si abbina facilmente a Kelheim, dominata dalla monumentale sala della Liberazione, alta sopra il fiume. Nella bella stagione battelli di linea collegano regolarmente Kelheim e l'abbazia attraverso la gola, e la breve crociera vale da sola il viaggio. Gli escursionisti seguono i sentieri segnalati nel bosco sopra le rupi, e un piccolo traghetto attraversa il fiume nei pressi del monastero. La chiesa è visitabile fuori dagli orari delle funzioni, il cortile si riempie in fretta nei fine settimana di sole, e la primavera e l'autunno premiano chi preferisce la gola silenziosa.

Sulla mappa

Weltenburg è un punto di una storia molto più vasta, quella del monachesimo fluviale che accompagna il Danubio dalla Foresta Nera ai Balcani. Sulla nostra mappa interattiva potete individuare l'abbazia nella sua ansa presso Kelheim, poi seguire il fiume verso le case vicine di Baviera e Austria, oppure cercare altri monasteri che producono ancora birra entro le proprie mura. Ingrandite la stretta di Weltenburg per vedere quanto il Danubio avvolga da vicino l'abbazia, e lasciate che un luogo benedettino vi conduca al successivo.